Una più precisa conoscenza dei fatti che stanno dividendo Fare per fermare il declino mi porta ad approfondire il tema delle persone e della loro selezione, che avevo già sfiorato l’altro giorno.

La cosa che mi ha colpito di più è stata la lettera aperta di Boldrin che, se non ho capito male, è stata all’origine di tutto. Sostanzialmente dice: “visto il risultato deludente ho chiesto alla direzione nazionale di dimettersi. Visto che non lo hanno fatto, lo chiedo pubblicamente”.

Può anche essere che sul piano sostanziale abbia ragione, ma su quello formale non capisco. Se Fare è un partito, forse minuscolo, forse insignificante, forse gestito da incapaci che non hanno saputo andare al di là dell’1%, ha delle regole e a quelle regole tutti devono rispetto. Altrimenti non si capisce dove siamo.

Ed in effetti il comunicato dei fondatori che dividono Fare da Ali, almeno per me è del tutto incomprensibile. Io a che cosa mi sono iscritto? I soldi che li gestisce? La cosa più ragionevole che ho visto fare è stato il rinvio, nel comunicato con cui la direzione si dimette, allo statuto della associazione non riconosciuta Lista Fermare il declino. Posso immaginare che lo statuto sia stato redatto piuttosto di fretta in vista delle elezioni e non ho la minima idea di chi lo abbia scritto, chi approvato e via seguitando.

La vita mi ha insegnato che solo le regole condivise e correttamente seguite aiutano a superare i momenti difficili. E l’impressione è che siano sopratutto le regole condivise che manchino a Fermare il declino. Non si spiegherebbe altrimenti perché Bordin possa chiedere e, di fatto, ottenere le dimissioni della direzione. Credo che dal punto di vista giuridico, all’interno di Fild, lui valga quanto me: è un iscritto, ammesso che non si sia iscritti a Fild e non a Ali, come invece penso. Perché poi lui, come molti degli altri fondatori, non sia, come sarebbe logico, nella Direzione è una cosa che io non capisco e che spero altri sappiano spiegarmi.

Il buffo è che, dal punto di vista sostanziale, mi pare che non ci siano grosse differenze fra Boldrin e la Direzione: ambedue vedono un percorso che porti ad un congresso fondativo in tempi rapidi. E il congresso non può non essere accompagnato da uno statuto che regoli la vita della associazione. E allora perché tanto casino?

Comunque una vicenda da seguire con attenizione. Le elezioni hanno chiaramente evidenziato una profonda sfiducia del paese nei confronti della sua classe dirigente. Ed una nuova classe dirigente, in particolare di casacca grillina, si sta affacciando alle soglie del potere. Chi sono? Cosa sanno? Come sono state selezionati? Tante domande a cui i prossimi mesi daranno una risposta.

Non credo che avremo sorprese positive. Con ogni probabilità sono più onesti di chi li ha precedeti, ma oggi l’onestà non basta. Per questo abbiamo bisogno di un partito serio, strutturato, trasparente, democratico e competente.
Quello che solo Fild è stato in campagna elettorale e che deve continuare ad essere.
Una battaglia che vale la pena di seguire e, se possibile, combattere in prima persona.

Annunci