Non ho ancora trovato una analisi convincente di che cosa è successo a fine febbraio. Metto qui i rinvii a quello che leggo poco per volta e vediamo se si riesce a capire meglio cosa pensa il paese e cosa bisogna fare per tirarlo fuori dai pasticci.

Analisi, senza commenti, dei flussi elettorali su Scenari Politici. Per ora il meglio che ho trovato. Qualcosa dall’Istituto Cattaneo: i flussi elettorali in 9 città (Torino, Brescia, Padova, Bologna, Firenze, Ancona, Napoli, Reggio Calabria, Catania)

Di solito Roberto Tamborini riesce a convincermi. Questa volta invece, ho trovato il suo “Austerità e casta nel segreto dell’urna” veramente molto vuoto. E’ colpa del mio stato d’animo odierno o lui ha, per una volta, toppato? Magari lo rileggo in un altro momento.

L’impressione è che parecchio si possa trovare nelle analisi di Ivo Diamanti. Il suo articolo su Repubblica “Destra e sinistra perdono il proprio popolo.  M5S come la vecchia Dc: interclassista” sembra voler attribuire al voto un peso storico di scardinamento delle vecchie certezze politiche: la contrapposizione fra destra e sinistra. In realtà la mia impressione è che confermi invece che si tratta di categorie che da tempo hanno perduto il loro carattere esplicativo e, di fatti, basta osservare i grafici che Diamanti cita, dal sito Demos.it per avere la chiara evidenza che le categorie socio-professionali ben poco discriminano rispetto al voto. Mi sembra evidente che bisogna cercare altrove le motivazioni di voto. Dove non mi è per niente chiaro. L’unica cosa che mi consola che non sono l’unico a non vederci bene. Eppure è da qui che si deve partire se si vuole costruire una politica diversa, che freni il declino.

Una analisi dell’estero “Italy Did Not Just Send in The Clowns. Why The Political Stalemate Is a Warning to Democracies Everywhere” Il successo di Grillo e Berlusconi dice molto di più di quello che noi vi leggiamo.
Grillo non mi pare una risposta, anche perchè, almeno io, non capisco minimamente quale sia la sua ricetta per ripartire, ammesso che voglia ripartire e non semplicemente decrescere felicemente.

Molto buona l’analisi di Boeri e Nannicini su lavoce.info “Come il voto ha cambiato i partiti“. Due i punti fondamentali: Grillo sembra prendere voti in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale, senza alcun legame con precedenti insediamenti politici, con particolari tipologi di lavoro o livelli di reddito. Unica, significativa, eccezione, la variabile generazionale, che pare premiarlo parecchio: che i giovani si stiano finalmente accorgendo di cosa abbiamo preparato per loro?. Ma se l’analisi dice chi vota Grillo molto poco dice su perché lo vota. Eppure è da qui che bisogna partire per costruire una proposta politica seria. Purtroppo per chi lo ha votato, e per noi,  quella di Grillo non lo è.

Buona, per le informazioni e i dati ma non per le analisi, la pagina dedicata da Wikipedia alle elezioni.

A distanza di qualche mese esce un libro che sarebbe da comperare, se non altro perché Ilvo Diamanti mi pare una persona seria. “Un salto nel voto” editore Laterza. Se lo trovo da qualche parte.

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