Non avevo particolari dubbi che dal cappello del vecchio prestigiatore sarebbe uscito un nuovo coniglio. Ed infatti, dopo il coniglio Monti, Napolitano estrae dal suo cilindro questa strana idea dei due comitati di saggi.

A me sembra, di fatto, l’intenzione di proporre alle forze politiche una programma di governo di breve periodo il cui piatto forte dovrebbe essere la legge elettorale, lasciando a chi verrà dopo di lui al Quirinale il compito di decidere se convocare al più presto i conizi elettorali o proseguire nell’esperimento di quello che, di fatto, sarà un governo di larghe intese.

E’ brutto, per la verità, che l’unico personaggio che dimostri di avere la capacità di gestire una situazione difficile sia un vecchio di novant’anni che ha il sacrosanto diritto di godersi in tranquillità gli ultimi anni. Eppure, soprattutto con il senno di poi, non posso che constatare che ha quasi sempre avuto ragione lui. E aveva ragione soprattutto quando, sicuramente, consigliava a Monti di non scendere nell’agone politico. Monti ha fatto una brutta figura, ha, purtroppo, rivelato difetti di carattere, siamo tutti uomini, cui non avrei mai pensato ma,  soprattutto,  ha tolto al paese quella figura super partes che oggi, dopo lo stallo elettorale, tanto ci farebbe comodo. E sta costringendo Napolitano a questa strana manovra per portare all’attenzione del paese un progetto elettorale il più largamente condiviso, capace di darci alla prossima tornata elettorale, una maggioranza certa ed un governo con una direzione di marcia precisa, quale essa sia.

Può funzionare la proposta di Ainis di abrogare per decreto il Porcellum e ritornare al Mattarellum?

Ma, soprattutto, perché in questo mese si è parlato di tutto e del contrario di tutto e nessuno ha affrontato publicamente il vero nodo, il sistema elettorale? Ed, in particolare, quale è la posizione del M5S su questo tema?

 

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