Di bene in meglio. La proposta di candidare Franco Marini mi ha proprio fatto prensare al tentativo, disperato, di un ceto politico assediato, incapace di capire la realtà in cui vive e che tenta di difendersene. Lo fanno alzando una diga, un muro dietro al quale si trincerano per continuare a vivere come se niente fosse cambiato.

Ma fuori è cambiato tutto, ma proprio tutto. E loro non lo vedono, o fanno finta di non vederlo, o cercano di convincersi che la realtà sono loro. Io penso che sono così abituati che sono convinti, in perfetta buona fede, che il mondo sia quello in cui vivono loro. E Bersani, di questo ceto, è decisamente un perfetto esemplare. Non per niente è il segretario del Partito Democratico. E passa di trionfo in trionfo. E’ riuscito a quasi vincere delle elezioni che si potevano solo perdere. E’ riuscito a restituire a Berlusconi, che aveva fatto di tutto per assumete l’aspetto di un vecchio satiro con grosse tentazioni di illegalità, l’immagine di grande statista.

E adesso rischia di riuscire a coinvolgere nel discredito che circonda la politica nel nostro paese anche la Presidenza della Repubblica, l’unica istituzione che, grazie ad una serie di ottimi presidenti come Ciampi e Napolitano, era riuscita a mantenere una ottima immagine nei confronti del paese.

Comunque delle due l’una: se Marini passa, Bersani riesce nella bella impresa di convolgere anche il Quirinale nel disperato tentativo di difendere una casta destinata al fallimento di modo che quando la diga crollerà non rimarrà più nulla. Se non passa l’unico a fare bella figura sarà Berlusconi che potrà addossare il caos al Partito Democratico e continuare a migliorare le sue posizioni in vista delle prossime elezioni.

Veramente, Bersani è bravissimo: non ho mai visto nessun riuscire a collezionare una serie di errori uno in fila all’altro in così poco tempo. E tutto per arrivare, lui e solo lui, a Palazzo Chigi dove chissà cosa pensa di trovare.

Marini, anche per l’aspetto fisico, è proprio la perfetta espressione di una classe dirigente che si arrocca graniticamente allla difesa dell’esistente. E che non è capace di vedere che il paese vuole altro: aumentano quelli che non fanno a votare, di quelli che votano il 25% sceglie Grillo, nel PD la fronda coinvolge Renzi ed i suoi e, probabilmente, anche larga parte dei cosidetti giovani turchi. E loro continuano, imperterriti, a giocare fra di loro incapaci di trovare un accordo su qualcuno che abbia meno di ottantanni. Veramente bravi.

Il problema è che le dighe fatte con il formaggio coi buchi a me non paiono molto robuste. E l’ondata che ne seguirà il crollo sarà molto alta.

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