Il dato di fatto principale: la conferma della assoluta incapacità della classe dirigente di saper affrontare con un minimo di stragegia di lungo periodo qualunque tipo di problema. E se le circostanze lo hanno dimostrato senza appello per quella del Partito Democrativo, non credo che qualcosa di diverso si possa dire per Monti, Berlusconi e Grillo.

La lettura pessimistica: Napolitano rappresenta, per la classe dominante, una garanzia di continuità e di sintesi molto migliore di quella che poteva essere rappresentata da Marini, e per questo lo hanno scongiurato. Una diga di cemento armato e non una diga di gruviera.

La lettura ottimistica: Napolitano, per il suo prestigio e la sua saggezza, ingigantiti oltre misura dalla pochezza degli altri, può essere l’ombrello di garanzia sotto al quale avviene il traghettamento del paese verso istituzioni, cultura e comportamenti più consoni al secolo XXI.

Comunque una buona notizia per Fare per fermare il declino: un periodo di tregua per avere il tempo di nascere e crescere senza la pressione di una nuova tornata elettorale a tempi molto ravvicinati. Speriamo di riuscire ad approfittarne. Continuo a pensare che siamo l’unica via d’uscita per il paese, anche se il paese non lo capirà mai.

Un sintetico giudizio sulla situazione di ciascuna forza politica.

Partito Democratico: l’inevitabile conseguenza di chi, inebriato da un successo purtroppo per lui inesistente, si mette alla guida. Comincia a sbandare, prima da una parte (voglio fare il governo con Grillo), poi dall’altra (faccio un presidente condiviso con Berlusconi), poi ancora (siamo tutti uniti dietro a Prodi) e finisce per schiantarsi. Rottamare per rottamare era meglio farlo quando lo chiedeva Renzi ad ottobre. Adesso rimettere insieme i rottami dopo lo schianto fragoroso sarà molto più difficile per tutti.

Popolo delle Libertà: rivitalizzato dalla incredibile strategia di Bersani. Un Berlusconi sulla difensiva, sull’orlo, ad ottobre, del definitivo abbandono della politica con un partito in pieno marasma è riuscito in sei mesi a ritornare perfettamente in sella solo perché è stato nuovamente additato come il pericolo numero uno. Alternando sapientemente la maschera del combattente con quella dello statista pacificatore appare il vero vincitore della contesa per il Quirinale. Rimane un colosso coi piedi d’argilla: l’età, i processi, l’inesistenza del partito lo rendono strategicamente debolissimo sul lungo periodo.

Movimento 5 stelle: Grillo ha giocato con estrema abilità tattica la sua partita. Non sono ancora riuscito a capire, in assenza di un pò di trasparenza sui risultati effettivi del suosondaggio in rete sul nome del presidente, se la candidatura di Rodotà sia stato un inaspettato regalo del destino o il frutto di una strategia lungimirante. Comunque l’ha utilizzata al meglio ed è riuscito a fare parecchi prigionieri a cominciare da Vendola. Non credo però che abbia molte possibilità nel lungo periodo. Più finisce sotto i riflettori più i molti punti oscuri di un movimento politico che tende ad assumere i contorni di una setta dedita al culto del leader cadono sotto gli occhi di tutti. La terrificante chiamata alla marcia su Roma per fermare il golpe in atto è solo il culmine di un movimento che pare non conoscere l’abc della democrazia e di cui l’assenza di trasparenza interna, Quirinarie per tutto, ne è l’essenza.

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