Fa tenerezza, a partire dal titolo, l’editoriale di ieri sul Sole 24 ore.

Non è con gli appelli, più o meno ben scritti, a chi quella classe rappresenta, che si riesca a liberarsi da quello che oramai è un vero e proprio ceto dominante. Solo la costruzione di un blocco sociale coeso ed antagonista può compiere quella, che fin dallo scorso anno, definivo una rivoluzione. Ed è buffo che proprio l’organo della Confindustria, che di quel blocco sociale dovrebbe essere una promotrice, non sappia fare altro che limitarsi agli appelli.

Buffo o sintomatico? Tutto sommato per la grande impresa in Italia non ha storicamente nuociuto non opporsi, almeno a partire dagli anni ottanta dello scoro secolo, al consolidarsi di questa classe dominante che oggi definisce generiamente “burocrazia” ma che alla burocrazie non è limitata.

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